L’ Internazionale

UN BATTAGLIONE CHE COMBATTEVA PER LIBERARE DUE NAZIONI – Il Battaglione Gramsci in Albania

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E’ una storia reale , ed non e’ prodotto di fantasia artistica, una storia che dimostra da una parte la tragedia dei soldati italiani durante la seconda Guerra Mondiale in Albania, e dall’altra parte la loro metamorfosi, da fascisti occupatori si sono incredibilmente trasformati in partigiani liberatori. Storicamente si sa, che l’Albania è stata occupata dal fascismo italiano  dal 7 Aprile 1939 fino al settembre 1943 quando e’ caduto il regime fascista di Benito Mussolini, un’occupazione mai accettata dall’Albania, tanto che esattamente il 7 aprile nostro eroe Mujo Ulqinaku aveva sparato contro gli occupatori con una mitragliatrice. La sparatoria e l’attentato contro il Re d’Italia Vittorio Emanuele III  erano il messaggio significativo  che stavano a dimostrare che il popolo albanese aveva appena iniziato la lotta contro fascismo per la libertà  e la liberazione del paese delle aquile . La nostra lotta partigiana sotto la guida del Partito Comunista d’Albania gradualmente  diventa più organizzata, diventando, di conseguenza, anche una lotta a fianco dei partigiani   degli altri paesi sia quelli dei Balcani sia  quelli Europei. Read More

Presidenziali: No all’imbroglio del voto Macron/Le Pen!

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Il risultato delle elezioni presidenziali si traduce in un aumento dell’indice borsistico CAC 40 [la quotazione continua delle prime 40 società quotate, ndt] del 4%.

Si tratta di un elemento essenziale per comprendere l’esito di queste elezioni: il candidato scelto dalla grande borghesia, il banchiere Emmanuel Macron, messo in orbita dall’incaricato del grande capitale, François Hollande, è arrivato in testa davanti a Marine Le Pen, del Fronte nazionale. Quest’ultima dà voce alla crescente marea ultra-reazionaria nata nell’opinione pubblica, forza di riserva della borghesia e sua massa di manovra.

Dietro a questo risultato, c’è una riconfigurazione complessiva del campo politico: la destra tradizionale (repubblicani e UDI), data per vincente meno di 6 mesi fa, è stata eliminata al primo turno. Il Partito Socialista è crollato. Benoît Hamon, ribelle di quart’ordine, non poteva far credere agli elettori dei sobborghi popolari che avrebbe fatto una politica diversa da Hollande. Tuttavia, sarebbe sbagliato credere che la socialdemocrazia in quanto corrente sia scomparsa: lo dimostrano i buoni risultati ottenuti da Jean-Luc Mélenchon. Read More

Così viene controllato il flusso di “notizie” dalla Siria

3b7e783bde7f45e85438a9614f335ec4Il mito del non-intervento occidentale, l’occultamento di verità scomode sull’opposizione, l‘intimidazione di quelli che mettono in discussione la narrazione e la presentazione dei propagandisti come esperti neutrali.

Investig’Action : In questo saggio Louis ALLDAY analizza la narrativa mainstream sulla Siria e i suoi vettori principali: il mito del non-intervento occidentale, l’occultamento di verità scomode sull’opposizione, l‘intimidazione di quelli che mettono in discussione la narrazione e la presentazione dei propagandisti come esperti neutrali.

Dal 2011 il flusso di analisi mal informate, inaccurate e spesso del tutto disoneste sugli eventi in Siria è stato inarrestabile. Ho già scritto sui pericoli dell’utilizzo di spiegazioni sempliciste per comprendere il conflitto, un problema che è emerso ripetutamente negli ultimi cinque anni. Tuttavia c’è un problema più grande. Il discorso mainstream sulla Siria è diventato così tossico, distaccato dalla realtà e privo di sfumature che chiunque abbia il coraggio anche solo di mettere in discussione l’impostazione della narrazione della ‘rivoluzione’ in corso, o si oppone agli argomenti di quelli che supportano l’imposizione di una no-fly zone da parte dell’Occidente, può aspettarsi una rapida punizione. Questi dissidenti sono immediatamente attaccati, spesso calunniati come ‘Assadisti’ o ‘Pro-Assad’ e accusati di mostrare una crudele indifferenza verso le sofferenze dei siriani. Una delle tante verità che si sono perse in questo discorso è che l’imposizione di una no-fly zone significherebbe, per usare le parole del più alto generale delle Forze Armate statunitensi, che gli Stati Uniti vanno in guerra “contro la Siria e la Russia”. Voglio essere chiaro dall’inizio che scrivo questo avendo vissuto in Siria e che porto nel cuore i ricordi di quel periodo. Sono in contatto con tanti amici siriani, molti dei quali ora sono rifugiati fuori dal loro paese. Quindi è particolarmente difficile per me ingoiare le accuse di insensibilità verso le sofferenze dei siriani e del loro paese. Nulla potrebbe essere più lontano dalla realtà. Read More